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ABA e Autismo

Segnali precoci di autismo: cosa osservare nei primi anni di vita

Una guida per aiutare le famiglie a riconoscere i possibili segnali precoci di autismo e comprendere quando confrontarsi con il pediatra.

12 min di lettura Pubblicato il 21 Luglio 2026 Aggiornato il 13 Agosto 2026

Professionista osserva un bambino durante un’attività di gioco in ambiente domestico
Indice dell’articolo
  1. Che cosa si intende per segnali precoci di autismo
  2. Perché l’osservazione precoce è importante
  3. Segnali precoci di autismo nella comunicazione sociale
  4. Risposta al nome poco frequente
  5. Uso limitato dei gesti
  6. Ridotta attenzione condivisa
  7. Sguardo ed espressioni poco integrate
  8. Linguaggio assente, ritardato o poco funzionale
  9. Segnali nel gioco e nell’interazione
  10. Imitazione poco presente
  11. Gioco ripetitivo o centrato su parti degli oggetti
  12. Gioco simbolico poco sviluppato
  13. Interesse verso i coetanei
  14. Comportamenti ripetitivi, interessi e bisogno di prevedibilità
  15. Risposte sensoriali particolari
  16. Segnali precoci di autismo nelle diverse età
  17. Entro i 12 mesi
  18. Tra i 12 e i 18 mesi
  19. Tra i 18 e i 24 mesi
  20. Dopo i 24 mesi
  21. La perdita di competenze richiede attenzione
  22. Un singolo segnale significa che il bambino è autistico?
  23. Cosa possono fare concretamente i genitori
  24. 1. Annotare comportamenti concreti
  25. 2. Osservare contesti differenti
  26. 3. Confrontarsi con le figure educative
  27. 4. Parlare con il pediatra
  28. 5. Evitare le autodiagnosi online
  29. 6. Non attribuire colpe
  30. A chi rivolgersi per una valutazione
  31. Segnali precoci di autismo a Palermo: quale può essere il primo passo
  32. Conclusioni
  33. Domande frequenti sui segnali precoci di autismo
  34. Un bambino che non parla a due anni è sicuramente autistico?
  35. Poco contatto oculare significa autismo?
  36. Bisogna aspettare i tre anni prima di chiedere una valutazione?
  37. La risposta incostante al nome è sempre un segnale di autismo?
  38. Chi può diagnosticare l’autismo?
  39. È possibile sostenere il bambino mentre si attende la valutazione?

I segnali precoci di autismo possono comparire nei primi anni attraverso particolari modalità di comunicazione, relazione, gioco, comportamento e risposta agli stimoli sensoriali.

Riconoscerli non significa formulare una diagnosi. Significa osservare con attenzione lo sviluppo del bambino e confrontarsi con il pediatra quando alcune caratteristiche risultano persistenti, frequenti o presenti in più contesti.

Ogni bambino segue un percorso evolutivo personale. Inoltre, un singolo comportamento non permette di stabilire la presenza di autismo. Alcune caratteristiche possono comparire anche nei bambini che non appartengono allo spettro autistico. Per questo motivo, è necessario considerare l’insieme dei comportamenti e la loro evoluzione nel tempo.

Questo articolo offre informazioni generali alle famiglie. Non sostituisce una valutazione pediatrica, neuropsichiatrica o multidisciplinare.

Che cosa si intende per segnali precoci di autismo

I segnali precoci di autismo sono comportamenti o modalità di sviluppo che possono suggerire la necessità di un approfondimento.

Non sono prove diagnostiche. Rappresentano, piuttosto, elementi da condividere con il pediatra o con i professionisti che seguono il bambino.

Le aree maggiormente osservate riguardano:

  • la risposta al nome;
  • l’uso dello sguardo e delle espressioni;
  • i gesti comunicativi;
  • l’attenzione condivisa;
  • lo sviluppo del linguaggio;
  • il gioco e l’imitazione;
  • l’interesse verso le altre persone;
  • la presenza di movimenti o attività ripetitive;
  • la flessibilità di fronte ai cambiamenti;
  • le risposte a suoni, luci, consistenze, odori o contatto fisico.

L’Istituto Superiore di Sanità sottolinea che il profilo può essere molto variabile. Un bambino può mostrare buone competenze in alcune attività e incontrare maggiori difficoltà nella comunicazione o nelle relazioni sociali.

Perché l’osservazione precoce è importante

Osservare precocemente lo sviluppo non serve a cercare un’etichetta. Serve a comprendere se il bambino abbia bisogno di una valutazione o di un sostegno specifico.

Una rilevazione tempestiva può permettere alla famiglia di:

  • descrivere meglio le difficoltà al pediatra;
  • accedere agli approfondimenti necessari;
  • comprendere i bisogni comunicativi del bambino;
  • ricevere indicazioni per il gioco e le routine quotidiane;
  • attivare un percorso individualizzato quando indicato.

L’Osservatorio Nazionale Autismo dell’ISS considera la diagnosi precoce e l’intervento tempestivo azioni strategiche per la qualità della vita delle persone autistiche e delle loro famiglie. Anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità evidenzia l’importanza di un accesso tempestivo a interventi fondati sulle evidenze e adattati alle caratteristiche individuali.

Segnali precoci di autismo nella comunicazione sociale

La comunicazione sociale non riguarda soltanto il numero di parole pronunciate. Comprende anche lo sguardo, i gesti, le espressioni, l’orientamento verso l’altra persona e la capacità di condividere un’esperienza.

Risposta al nome poco frequente

Il bambino può sembrare non accorgersi quando viene chiamato. Può rispondere solo in alcune occasioni oppure orientarsi soprattutto quando sente suoni collegati ai propri interessi.

Una risposta al nome incostante non indica automaticamente autismo. Il bambino potrebbe essere concentrato, stanco, poco interessato oppure avere una difficoltà uditiva da approfondire.

Diventa utile parlarne con il pediatra quando il comportamento:

  • si presenta spesso;
  • compare anche in ambienti tranquilli;
  • viene osservato da più persone;
  • si associa ad altre difficoltà comunicative o relazionali.

Il CDC inserisce la mancata o ridotta risposta al nome tra le caratteristiche che possono richiedere attenzione, soprattutto quando fa parte di un quadro più ampio.

Uso limitato dei gesti

Nei primi anni i gesti hanno un ruolo centrale. Il bambino comunica indicando, mostrando, porgendo un oggetto, salutando o cercando l’attenzione dell’adulto.

Un possibile segnale riguarda l’uso molto ridotto di questi comportamenti. Per esempio, il bambino potrebbe prendere direttamente la mano dell’adulto e condurla verso ciò che desidera, senza guardarlo o indicare.

Occorre osservare non soltanto se il bambino sa indicare, ma anche perché lo fa.

Indicare per ottenere un biscotto è una richiesta. Indicare un aereo nel cielo per condividerne la scoperta rappresenta, invece, un comportamento di attenzione condivisa.

Ridotta attenzione condivisa

L’attenzione condivisa si manifesta quando il bambino e l’adulto concentrano l’interesse sullo stesso oggetto o evento.

Può accadere quando il bambino:

  • guarda un gioco e poi l’adulto;
  • segue la direzione indicata da un’altra persona;
  • porta un oggetto per mostrarlo;
  • cerca lo sguardo dell’adulto durante qualcosa di interessante;
  • controlla la reazione del genitore davanti a una situazione nuova.

Una ridotta tendenza a condividere spontaneamente interessi, emozioni o scoperte può rappresentare uno dei segnali precoci di autismo da approfondire. Il CDC indica, tra gli esempi, il mancato mostrare interessi intorno ai 15 mesi e la mancata indicazione dichiarativa intorno ai 18 mesi.

Sguardo ed espressioni poco integrate

Non bisogna valutare il bambino soltanto in base alla quantità di contatto oculare.

Alcuni bambini guardano brevemente. Altri utilizzano lo sguardo quando chiedono qualcosa, ma meno durante il gioco sociale. Altri ancora guardano il volto senza integrare lo sguardo con gesti, parole o espressioni.

L’elemento più importante è il modo in cui il bambino combina i diversi segnali comunicativi.

Forzare il contatto oculare non aiuta a comprendere il bambino. È più utile creare occasioni piacevoli nelle quali possa orientarsi spontaneamente verso l’altra persona.

Linguaggio assente, ritardato o poco funzionale

Un ritardo del linguaggio può essere presente nei bambini autistici, ma può dipendere anche da molte altre condizioni.

Per questo motivo, il numero di parole non è sufficiente. Occorre osservare come il bambino usa ciò che sa dire.

Alcuni aspetti da riferire al pediatra possono essere:

  • poche richieste spontanee;
  • ripetizione frequente di parole o frasi;
  • uso di parole senza una chiara funzione comunicativa;
  • difficoltà nel rispondere a domande semplici;
  • linguaggio utilizzato soprattutto per nominare;
  • limitato uso di gesti per compensare le parole assenti;
  • perdita di parole precedentemente utilizzate.

La ripetizione di parole o frasi viene chiamata ecolalia. Può svolgere diverse funzioni e non deve essere interpretata automaticamente come un comportamento privo di significato.

Segnali nel gioco e nell’interazione

Il gioco permette di osservare comunicazione, imitazione, flessibilità, interessi e capacità di coinvolgere altre persone.

Imitazione poco presente

Durante lo sviluppo, il bambino tende a imitare espressioni, gesti, suoni e azioni.

Può battere le mani dopo aver visto l’adulto, fingere di telefonare oppure ripetere un’azione divertente. Un’imitazione molto ridotta può rendere più difficile l’apprendimento attraverso l’osservazione.

Anche in questo caso bisogna valutare il quadro complessivo. Alcuni bambini imitano solo attività molto gradite o hanno bisogno di tempi più lunghi.

Gioco ripetitivo o centrato su parti degli oggetti

Il bambino può utilizzare i giochi sempre nello stesso modo. Per esempio, potrebbe:

  • far girare ripetutamente le ruote di una macchinina;
  • allineare oggetti;
  • aprire e chiudere sportelli;
  • osservare da vicino parti specifiche;
  • ripetere la stessa sequenza;
  • agitarsi quando qualcuno modifica la disposizione.

Questi comportamenti non indicano automaticamente autismo. Diventano più significativi quando occupano gran parte del tempo, risultano molto rigidi o limitano altre forme di gioco.

Gioco simbolico poco sviluppato

Nel gioco simbolico un oggetto viene utilizzato per rappresentarne un altro. Il bambino può fingere di dare da mangiare a una bambola, usare una scatola come automobile o preparare una cena immaginaria.

Un gioco simbolico limitato può essere un elemento da osservare, soprattutto quando si associa a scarsa imitazione, comunicazione ridotta e limitata condivisione dell’attività.

Interesse verso i coetanei

Alcuni bambini sembrano poco interessati agli altri bambini. Altri si avvicinano, ma non sanno come iniziare o mantenere il gioco.

Può essere difficile:

  • condividere i materiali;
  • imitare le azioni dei coetanei;
  • aspettare il proprio turno;
  • partecipare a semplici giochi sociali;
  • modificare il proprio comportamento in base alle reazioni altrui.

Prima dei tre anni il gioco tra coetanei è ancora in evoluzione. Pertanto, questa caratteristica deve essere interpretata in relazione all’età e alle altre competenze.

Comportamenti ripetitivi, interessi e bisogno di prevedibilità

Tra i segnali precoci di autismo possono comparire comportamenti ripetitivi o un forte bisogno di mantenere alcune situazioni sempre uguali.

Il bambino potrebbe:

  • dondolarsi;
  • agitare le mani;
  • saltare ripetutamente;
  • girare su sé stesso;
  • ripetere suoni, parole o movimenti;
  • richiedere sempre lo stesso percorso;
  • accettare solo determinate sequenze;
  • mostrare un interesse molto intenso per alcuni oggetti;
  • vivere con forte disagio cambiamenti apparentemente piccoli.

La ripetizione può avere una funzione di piacere, regolazione, prevedibilità o gestione dell’attivazione. Non deve essere eliminata automaticamente.

È necessario valutare se il comportamento provoca sofferenza, espone a rischi o ostacola in modo significativo la partecipazione alla vita quotidiana.

Risposte sensoriali particolari

Alcuni bambini reagiscono in modo intenso oppure molto ridotto agli stimoli sensoriali.

Le famiglie possono osservare:

  • forte disagio davanti ad alcuni rumori;
  • attrazione per luci, riflessi o oggetti in movimento;
  • rifiuto di specifiche consistenze alimentari;
  • difficoltà con alcuni vestiti;
  • ricerca frequente di pressione, movimento o contatto;
  • apparente scarsa reazione al dolore;
  • tendenza ad annusare o toccare ripetutamente gli oggetti.

Le differenze sensoriali possono comparire anche senza autismo. Tuttavia, assumono maggiore rilevanza quando si associano a difficoltà comunicative, sociali e comportamentali.

Segnali precoci di autismo nelle diverse età

Le indicazioni legate all’età devono essere utilizzate con prudenza. Non sono una lista per formulare una diagnosi in casa.

Entro i 12 mesi

Può essere utile riferire al pediatra:

  • una risposta al nome molto limitata;
  • pochi gesti comunicativi;
  • scarso interesse per semplici giochi interattivi;
  • limitata condivisione di sorrisi o espressioni;
  • ridotto orientamento verso la voce delle persone.

Tra i 12 e i 18 mesi

Si possono osservare:

  • poche iniziative comunicative;
  • mancata indicazione per mostrare qualcosa;
  • scarso interesse nel condividere oggetti;
  • imitazione molto ridotta;
  • limitato uso combinato di sguardo e gesti;
  • modalità di gioco molto ripetitive.

Tra i 18 e i 24 mesi

Possono emergere:

  • linguaggio poco funzionale;
  • poche richieste spontanee;
  • ridotta attenzione condivisa;
  • gioco simbolico limitato;
  • forte rigidità nelle routine;
  • movimenti ripetitivi frequenti;
  • reazioni sensoriali particolarmente intense.

Dopo i 24 mesi

Con l’aumento delle richieste sociali possono diventare più evidenti:

  • difficoltà nel coinvolgere altri bambini;
  • limitata conversazione reciproca;
  • interessi molto ristretti;
  • linguaggio ripetitivo;
  • forte disagio davanti ai cambiamenti;
  • difficoltà nel comprendere semplici regole sociali.

Il CDC propone strumenti per monitorare le tappe dello sviluppo e distingue il monitoraggio quotidiano dallo screening formale. Quest’ultimo utilizza strumenti standardizzati e deve essere condotto o interpretato da professionisti formati.

La perdita di competenze richiede attenzione

La perdita di una capacità già acquisita merita sempre un confronto tempestivo con il pediatra.

Il bambino potrebbe smettere di utilizzare parole, gesti, giochi o modalità di interazione che erano presenti in precedenza.

È importante annotare:

  • quale competenza è cambiata;
  • quando è iniziato il cambiamento;
  • se la perdita è graduale o improvvisa;
  • in quali contesti compare;
  • se sono presenti altri sintomi.

Le linee guida NICE raccomandano un invio specialistico nei bambini sotto i tre anni quando compare una regressione del linguaggio o delle abilità sociali.

Un singolo segnale significa che il bambino è autistico?

No. Un singolo comportamento non permette di formulare una diagnosi.

Un bambino può parlare tardi senza essere autistico. Può guardare poco perché è timido, stanco o concentrato. Può amare le routine senza presentare altre caratteristiche dello spettro.

I professionisti considerano:

  • il numero delle caratteristiche presenti;
  • la loro intensità;
  • la frequenza;
  • la persistenza nel tempo;
  • la presenza in contesti diversi;
  • l’impatto sulla vita quotidiana;
  • la storia evolutiva complessiva.

Non esistono due bambini autistici identici. Le caratteristiche e i bisogni possono variare ampiamente.

Cosa possono fare concretamente i genitori

Quando emergono dubbi, è utile procedere in modo ordinato.

1. Annotare comportamenti concreti

È meglio scrivere “quando lo chiamo da vicino non si gira in otto occasioni su dieci” invece di “non mi ascolta mai”.

Una descrizione precisa aiuta il professionista a comprendere la situazione.

2. Osservare contesti differenti

Occorre verificare se il comportamento compare:

  • a casa;
  • al nido o alla scuola dell’infanzia;
  • con persone conosciute;
  • con persone meno familiari;
  • durante il gioco libero;
  • durante le routine.

3. Confrontarsi con le figure educative

Educatori e insegnanti possono offrire informazioni importanti. Osservano il bambino durante attività di gruppo, transizioni, gioco e interazioni con i coetanei.

4. Parlare con il pediatra

Il pediatra rappresenta il primo riferimento sanitario. Può raccogliere la storia evolutiva, osservare il bambino e valutare l’opportunità di ulteriori approfondimenti.

5. Evitare le autodiagnosi online

Questionari, video e contenuti social possono aumentare la preoccupazione. Nessuno strumento online sostituisce una valutazione condotta da professionisti qualificati.

6. Non attribuire colpe

L’autismo è una condizione legata allo sviluppo cerebrale e può dipendere dall’interazione di diversi fattori. Non deriva da un errore educativo, dalla mancanza di affetto o da una singola scelta compiuta dai genitori.

A chi rivolgersi per una valutazione

La diagnosi di disturbo dello spettro autistico non viene formulata da un Tecnico ABA, da un insegnante o attraverso un questionario compilato autonomamente.

Il percorso diagnostico richiede professionisti sanitari competenti nell’età evolutiva. In base alla situazione, può coinvolgere il pediatra, la Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza e un’équipe multidisciplinare.

L’obiettivo non consiste soltanto nel definire una diagnosi. Una valutazione completa deve descrivere anche:

  • competenze comunicative;
  • sviluppo cognitivo;
  • autonomie;
  • gioco;
  • abilità motorie;
  • regolazione emotiva;
  • profilo sensoriale;
  • punti di forza;
  • bisogni della famiglia.

Segnali precoci di autismo a Palermo: quale può essere il primo passo

Le famiglie di Palermo e provincia che osservano possibili segnali precoci di autismo dovrebbero parlarne innanzitutto con il pediatra.

Quando viene indicato un approfondimento, il riferimento sanitario è il servizio di Neuropsichiatria Infantile o un’équipe specialistica qualificata.

Lo Studio KineAba non effettua diagnosi mediche. Può però affiancare la famiglia, nel rispetto delle diverse competenze professionali, attraverso osservazioni educative e percorsi individualizzati.

Dopo un adeguato inquadramento, il lavoro può riguardare:

  • comunicazione funzionale;
  • gioco e imitazione;
  • autonomie quotidiane;
  • attenzione e partecipazione;
  • regolazione comportamentale;
  • competenze motorie;
  • parent training;
  • collaborazione con la scuola.

Nella pagina dedicata agli interventi personalizzati sono descritte le principali aree di lavoro.

Quando gli obiettivi riguardano routine, autonomie e competenze da utilizzare nella vita reale, può essere utile conoscere anche come funziona un intervento ABA a domicilio.

Per descrivere brevemente la situazione e richiedere un primo confronto è disponibile la pagina Contatti di Studio KineAba.

Conclusioni

Riconoscere i segnali precoci di autismo non significa anticipare una diagnosi. Significa prestare attenzione allo sviluppo e chiedere un confronto quando qualcosa desta preoccupazione.

La famiglia non deve avere tutte le risposte prima di rivolgersi a un professionista. È sufficiente descrivere ciò che osserva con esempi concreti.

Agire precocemente permette di comprendere meglio i bisogni del bambino. Inoltre, consente di costruire sostegni più coerenti con le sue caratteristiche e con la vita quotidiana.

Per leggere altre guide dedicate ad autismo, comportamento, comunicazione e sviluppo è possibile consultare la sezione Approfondimenti di Studio KineAba.

Domande frequenti sui segnali precoci di autismo

Un bambino che non parla a due anni è sicuramente autistico?

No. Il ritardo del linguaggio può avere cause differenti. Occorre valutare anche comprensione, gesti, intenzione comunicativa, gioco e relazione.

Poco contatto oculare significa autismo?

Non necessariamente. Il contatto oculare deve essere interpretato insieme agli altri comportamenti comunicativi e sociali.

Bisogna aspettare i tre anni prima di chiedere una valutazione?

No. Quando una famiglia ha dubbi sullo sviluppo può parlarne subito con il pediatra. Non è necessario attendere un’età prestabilita.

La risposta incostante al nome è sempre un segnale di autismo?

No. Può dipendere da attenzione, ambiente, interesse o difficoltà uditive. Diventa più significativa quando è frequente e associata ad altri segnali.

Chi può diagnosticare l’autismo?

La diagnosi deve essere formulata da professionisti sanitari qualificati, generalmente attraverso un percorso neuropsichiatrico e multidisciplinare.

È possibile sostenere il bambino mentre si attende la valutazione?

Sì. È possibile favorire comunicazione, gioco, prevedibilità e partecipazione senza anticipare una diagnosi. Le indicazioni devono essere adattate ai bisogni reali del bambino e condivise con professionisti competenti.

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Articolo a cura di

Dott. Francesco Paolo Marulli

Tecnico ABA · Specialista in Neuroeducazione e Apprendimento Motorio

Professionista dedicato al supporto della persona, della famiglia e dei contesti educativi attraverso interventi individualizzati.

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