Studio KineAba Palermo

Interventi ABA, psicomotricità e neuroeducazione a Palermo

Studio KineAba propone percorsi individualizzati rivolti a bambini, ragazzi e famiglie, costruiti a partire dall’osservazione, dalle competenze presenti e dagli obiettivi utili nella vita quotidiana.

Non è necessario sapere già quale intervento richiedere. Il primo confronto serve a comprendere le necessità, individuare le priorità e orientare la famiglia verso il percorso più appropriato.

  • Palermo e provincia
  • Studio Domicilio Scuola
  • Percorsi individualizzati
Un progetto costruito sulla persona Osservazione, obiettivi concreti e collaborazione.
Percorsi individualizzati costruiti considerando persona, famiglia e contesti di vita.

Percorsi personalizzati

Tre aree di intervento, un progetto costruito sulla persona

Ogni percorso viene definito considerando le caratteristiche individuali, le necessità della famiglia e i contesti nei quali le competenze devono essere utilizzate. Le diverse aree possono essere proposte singolarmente oppure integrate all’interno di un progetto condiviso.

Intervento ABA

Percorsi educativi individualizzati orientati allo sviluppo della comunicazione, delle autonomie, del gioco, dell’apprendimento e della partecipazione nella vita quotidiana.

  • Comunicazione funzionale
  • Autonomie personali
  • Comportamento e apprendimento
Scopri l’intervento ABA

Psicomotricità e apprendimento motorio

Esperienze corporee e motorie finalizzate a sostenere coordinazione, equilibrio, pianificazione del movimento, consapevolezza corporea e regolazione.

  • Coordinazione
  • Equilibrio
  • Regolazione corporea
Scopri la psicomotricità

Neuroeducazione

Percorsi che integrano movimento, attenzione, percezione ed esperienza per sostenere funzioni esecutive, organizzazione dell’azione e strategie di apprendimento.

  • Attenzione
  • Pianificazione
  • Apprendimento
Scopri la neuroeducazione

Continuità educativa

Il percorso può coinvolgere anche famiglia, scuola e contesti quotidiani

Le competenze diventano realmente utili quando possono essere comprese, sostenute e utilizzate nei diversi ambienti di vita. Per questo il progetto può prevedere momenti di confronto con le persone che accompagnano il bambino nella quotidianità.

Parent training

Uno spazio di confronto con genitori e caregiver per comprendere le difficoltà osservate e individuare strategie pratiche per comunicazione, autonomie, attesa e routine.

Scuola e teacher training

Collaborazione con insegnanti ed educatori per favorire continuità, comprensione delle consegne e partecipazione attraverso modalità semplici e sostenibili in classe.

Comportamenti complessi

Osservazione delle condizioni in cui il comportamento si presenta, strategie preventive e insegnamento di modalità comunicative e comportamentali più funzionali.

Primo orientamento

Da quale necessità vuoi partire?

Non è necessario conoscere già il nome del percorso. Puoi partire dalla difficoltà che osservi nella vita quotidiana.

Comunicazione, autonomie o comportamento

Richieste, routine personali, attesa e partecipazione alle attività quotidiane.

Movimento, coordinazione o regolazione corporea

Impaccio motorio, equilibrio, organizzazione del movimento e livello di attivazione.

Attenzione, pianificazione o apprendimento

Mantenere il focus, seguire sequenze, organizzare attività e scegliere strategie.

Routine familiari

Vestirsi, mangiare, uscire, prepararsi per la scuola e affrontare i passaggi quotidiani.

Partecipazione scolastica

Consegne, attese, transizioni, attività di gruppo, relazioni e continuità nel compito.

Comportamenti complessi

Crisi, opposizione, aggressività, fuga o altre modalità che interferiscono con la quotidianità.

La scelta del percorso non dipende soltanto dalla diagnosi, ma dalle competenze presenti, dalle priorità della famiglia e dai contesti nei quali le abilità devono essere utilizzate.

Dal primo contatto al progetto

Come inizia un percorso personalizzato

Ogni intervento nasce da passaggi chiari e condivisi, utili a comprendere la richiesta e costruire un progetto coerente con le necessità della persona.

  1. Primo contatto

    La famiglia descrive brevemente la situazione, le difficoltà osservate e il motivo della richiesta. Questo primo scambio permette di comprendere se Studio KineAba può rappresentare una risorsa adeguata.

  2. Colloquio iniziale

    Vengono raccolte informazioni sulla storia del bambino, sulle competenze presenti e sulle difficoltà osservate. Il confronto permette di individuare priorità e aree da approfondire.

  3. Osservazione

    Le competenze vengono osservate attraverso attività, gioco, movimento, interazioni e situazioni significative, considerando gli aiuti e le condizioni che favoriscono la partecipazione.

  4. Progetto e monitoraggio

    Vengono definiti obiettivi, modalità, contesti e criteri di verifica. Il progetto viene aggiornato in relazione ai progressi, alle nuove necessità e alle priorità condivise.

Dove lavoriamo

I contesti vengono scelti in relazione agli obiettivi

Non esiste un luogo adatto a ogni competenza. Il contesto viene individuato considerando ciò che deve essere appreso e dove quella competenza dovrà diventare realmente funzionale.

In studio

Ambiente organizzato per graduare attività, aiuti, materiali e livello di difficoltà.

A domicilio

Intervento nelle routine familiari per utilizzare le competenze nella vita quotidiana.

A scuola

Collaborazione per sostenere consegne, partecipazione e continuità educativa.

Nei contesti quotidiani

Osservazione e sostegno delle abilità nei luoghi in cui devono essere usate concretamente.

Il contesto viene scelto insieme alla famiglia, considerando gli obiettivi del percorso, le necessità organizzative e la possibilità di generalizzare le competenze.

Informazioni utili

Domande frequenti prima di iniziare

Risposte essenziali per comprendere come viene costruito il percorso e quali passaggi possono precedere l’inizio dell’intervento.

Vai alla pagina Contatti
È necessaria una diagnosi?

Non è necessaria una diagnosi per richiedere un primo confronto. In base alla situazione, può essere opportuno collaborare con pediatra, neuropsichiatra infantile, psicologo o altri professionisti sanitari.

Come viene scelto il percorso?

Il percorso viene individuato considerando le competenze presenti, le difficoltà osservate, le priorità della famiglia e i contesti nei quali le abilità devono essere utilizzate.

Dove si svolgono gli interventi?

Gli incontri possono svolgersi in studio, a domicilio, a scuola o in altri contesti significativi. La scelta dipende dagli obiettivi e dalle caratteristiche del progetto.

Quanto dura un percorso?

Non esiste una durata uguale per tutti. Frequenza e tempi vengono definiti in relazione agli obiettivi, alle necessità, all’organizzazione concordata e all’evoluzione del progetto.

La famiglia viene coinvolta?

Sì. Obiettivi e strategie vengono condivisi affinché siano comprensibili, sostenibili e utilizzabili nelle routine quotidiane.

È possibile collaborare con scuola e altri professionisti?

Sì, quando la collaborazione è autorizzata dalla famiglia ed è utile per garantire continuità e coerenza tra i diversi contesti.

Primo orientamento

Non sai quale percorso possa essere più adatto?

Non è necessario scegliere autonomamente un intervento. Il primo confronto serve a raccontare la situazione, comprendere le priorità e individuare il passaggio più coerente con le necessità del bambino e della famiglia.

Nessun percorso standard: ogni progetto parte dall’ascolto e dall’osservazione.

Aree di intervento

Percorsi diversi, un unico obiettivo: favorire competenze e autonomia

Ogni percorso viene adattato alle caratteristiche della persona, agli obiettivi individuati e ai contesti della vita quotidiana. Gli interventi possono essere integrati tra loro quando necessario.

02
Corpo e movimento

Psicomotricità

Attività corporee e motorie finalizzate a sostenere coordinazione, equilibrio, pianificazione del movimento, consapevolezza corporea e regolazione emotiva.

  • Motricità globale e fine
  • Equilibrio e coordinazione
  • Regolazione tonico-emotiva
Approfondisci
03
Apprendimento e funzioni cognitive

Neuroeducazione

Percorsi che integrano movimento, attenzione, percezione e apprendimento per favorire lo sviluppo delle funzioni esecutive e delle competenze cognitive e motorie.

  • Attenzione e memoria di lavoro
  • Pianificazione e controllo motorio
  • Integrazione visuo-motoria
Approfondisci
04
Sostegno alla famiglia

Parent Training

Un percorso di accompagnamento rivolto ai genitori per comprendere meglio i bisogni del bambino e utilizzare strategie educative coerenti nella quotidianità.

  • Gestione delle routine
  • Strategie educative condivise
  • Generalizzazione delle competenze
Approfondisci
05
Scuola e inclusione

Teacher Training

Consulenze e formazione rivolte a insegnanti ed educatori per organizzare ambienti, attività e strategie maggiormente accessibili e funzionali.

  • Osservazione nel contesto scolastico
  • Adattamento delle attività
  • Gestione dei momenti critici
Approfondisci
06
Prevenzione e sicurezza

Gestione dei comportamenti problema

Osservazione funzionale e definizione di strategie preventive per comprendere e ridurre comportamenti aggressivi, autolesionistici o fortemente disfunzionali.

  • Analisi degli antecedenti
  • Prevenzione delle crisi
  • Insegnamento di risposte alternative
Approfondisci

Ogni intervento è personalizzato. Le aree di lavoro vengono definite dopo un primo colloquio e un’osservazione delle competenze, delle necessità e dei contesti di vita della persona.

Intervento 01

Intervento ABA individualizzato e centrato sulla persona

L’intervento ABA utilizza principi scientifici dell’Analisi Applicata del Comportamento per comprendere come la persona apprende e per costruire percorsi educativi concreti, graduali e verificabili.

Il lavoro non consiste nell’applicazione rigida di esercizi prestabiliti: ogni programma viene adattato alle caratteristiche, alle motivazioni, alle abilità emergenti e ai contesti di vita del bambino o del ragazzo.

Obiettivo del percorso

Insegnare competenze utili nella vita quotidiana

Gli obiettivi vengono scelti sulla base delle reali necessità della persona e condivisi con la famiglia. Il percorso può riguardare comunicazione, autonomie, gioco, competenze sociali, regolazione emotiva, abilità cognitive e gestione dei comportamenti problema.

Aree di lavoro

Su cosa può intervenire un percorso ABA

Comunicazione

Richieste funzionali, comprensione, linguaggio espressivo, comunicazione aumentativa e uso efficace delle parole o di altri sistemi comunicativi.

Autonomie

Cura personale, vestirsi, alimentazione, gestione degli oggetti, utilizzo del bagno e partecipazione alle routine familiari e scolastiche.

Gioco e socialità

Gioco funzionale, alternanza del turno, imitazione, attenzione condivisa, cooperazione e partecipazione alle attività con adulti e coetanei.

Regolazione

Tolleranza dell’attesa, gestione delle transizioni, flessibilità, accettazione del limite e insegnamento di modalità alternative di espressione.

Abilità cognitive

Attenzione sostenuta, discriminazione, categorizzazione, memoria di lavoro, problem solving e prerequisiti utili all’apprendimento.

Generalizzazione

Utilizzo delle competenze apprese in ambienti, momenti e relazioni differenti, coinvolgendo famiglia, scuola e altre figure educative.

Principi del lavoro

Un intervento efficace deve essere comprensibile, rispettoso e misurabile

Le strategie vengono inserite gradualmente, monitorando l’andamento delle abilità e modificando il programma quando necessario. Il rinforzo viene utilizzato per aumentare motivazione, partecipazione e successo.

  • Obiettivi concreti e osservabili
  • Attività adattate alla motivazione
  • Raccolta e lettura dei dati
  • Condivisione con la famiglia
Primo orientamento

Vuoi capire se un percorso ABA può essere adatto?

È possibile richiedere un primo colloquio conoscitivo per descrivere la situazione e individuare il percorso più coerente con le necessità della persona e della famiglia.

Richiedi informazioni
Intervento 02

Psicomotricità corpo, movimento e relazione

La psicomotricità utilizza il corpo e il movimento come strumenti per sostenere lo sviluppo globale della persona, favorendo coordinazione, consapevolezza corporea, regolazione emotiva, autonomia e relazione.

Ogni attività viene adattata alle competenze presenti e proposta attraverso il gioco, l’esplorazione motoria e la costruzione graduale di nuove esperienze.

Il movimento come esperienza

Attraverso il corpo si costruiscono sicurezza, competenze e autonomia

Il percorso psicomotorio non riguarda soltanto la prestazione fisica. Ogni proposta motoria viene utilizzata per favorire attenzione, pianificazione, orientamento, fiducia, gestione delle emozioni e partecipazione alle attività.

Individualizzato Attività costruite sulle competenze reali
Graduale Difficoltà adattata e progressiva
Funzionale Obiettivi utili nella quotidianità
Aree di intervento

Un lavoro integrato su più dimensioni

Seleziona un’area per visualizzare obiettivi, attività e competenze coinvolte nel percorso.

Sviluppo motorio

Coordinazione, equilibrio e pianificazione

Le attività vengono proposte per migliorare la qualità del movimento, il controllo posturale, l’organizzazione delle sequenze e la capacità di adattarsi allo spazio.

Possibili obiettivi
  • Coordinazione globale e segmentaria
  • Equilibrio statico e dinamico
  • Pianificazione delle sequenze motorie
  • Integrazione visuo-motoria
Attività utilizzate
  • Percorsi motori e ostacoli
  • Giochi con palle, cerchi e coni
  • Attività di ritmo e imitazione
  • Esercizi di motricità fine
Osservazione del percorso

Le competenze vengono monitorate nel tempo

L’osservazione permette di adattare le attività, modificare il livello di difficoltà e verificare se le abilità vengono utilizzate anche in contesti diversi.

01 Controllo posturale

Stabilità, tono e mantenimento delle posizioni.

02 Organizzazione motoria

Avvio, sequenza e completamento dell’azione.

03 Regolazione

Gestione dell’attivazione e della frustrazione.

04 Partecipazione

Presenza attiva e continuità nel compito.

Valutazione iniziale

Vuoi comprendere quali competenze motorie sostenere?

Attraverso un primo colloquio e un’osservazione è possibile individuare le aree prioritarie e costruire un percorso coerente con le necessità della persona.

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Intervento 03

Neuroeducazione e apprendimento motorio

La neuroeducazione integra conoscenze sul funzionamento dei processi cognitivi, emotivi e motori per costruire esperienze di apprendimento più accessibili, significative e funzionali.

Il movimento viene utilizzato come strumento per sostenere attenzione, memoria di lavoro, pianificazione, controllo dell’azione e capacità di adattarsi alle richieste dell’ambiente.

Mente, corpo e ambiente

L’apprendimento nasce dall’integrazione di più competenze

Per svolgere un’attività non basta conoscere la consegna. È necessario orientare l’attenzione, comprendere le informazioni, organizzare una risposta, controllare il movimento e verificare il risultato.

Il percorso neuroeducativo lavora su questi passaggi attraverso attività strutturate, giochi motori, compiti visuo-spaziali e situazioni gradualmente più complesse.

01 Esperienziale 02 Individualizzato 03 Graduale
Processi coinvolti

Dal ricevere un’informazione al completare un’azione

Seleziona una fase per comprendere quali competenze vengono osservate e allenate nel percorso.

Primo passaggio

Orientare e mantenere l’attenzione

Prima di apprendere è necessario individuare lo stimolo rilevante, ridurre le distrazioni e mantenere il coinvolgimento per il tempo necessario a completare l’attività.

Competenze osservate
  • Orientamento verso la consegna
  • Attenzione sostenuta
  • Attenzione selettiva
  • Passaggio da un compito all’altro
Attività possibili
  • Sequenze motorie brevi
  • Giochi stop and go
  • Ricerca visiva e discriminazione
  • Consegne con difficoltà graduale
Dall’attività alla quotidianità

Le competenze allenate devono diventare realmente utilizzabili

Il percorso non si limita alla singola attività. Gli obiettivi vengono collegati alle richieste della vita quotidiana, scolastica, familiare e sociale.

01

Organizzare una routine

Ricordare i passaggi, seguire una sequenza e completare un’attività con maggiore autonomia.

02

Affrontare un compito

Comprendere la consegna, iniziare il lavoro e mantenere l’attenzione fino alla conclusione.

03

Adattarsi al cambiamento

Modificare una strategia, tollerare un errore e provare una soluzione alternativa.

04

Controllare il movimento

Regolare postura, forza e precisione durante attività motorie, grafiche e manipolative.

Metodo di lavoro

Osservare, proporre, adattare e verificare

Le attività vengono selezionate in base alle abilità presenti, al livello di partecipazione e alle difficoltà osservate. Il grado di complessità viene modificato progressivamente.

  1. 01
    Osservazione

    Analisi delle modalità di attenzione, movimento e risposta.

  2. 02
    Proposta

    Attività costruite sul livello di competenza reale.

  3. 03
    Adattamento

    Modifica di materiali, consegne, tempi e difficoltà.

  4. 04
    Verifica

    Monitoraggio dei progressi e generalizzazione delle abilità.

Primo orientamento

Vuoi approfondire attenzione, pianificazione e apprendimento motorio?

Un primo colloquio permette di raccogliere le informazioni principali e comprendere quali competenze osservare e sostenere.

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Intervento 04

Parent Training strategie condivise per la quotidianità

Il Parent Training è un percorso di accompagnamento rivolto ai genitori e alle figure familiari che partecipano alla vita quotidiana del bambino o del ragazzo.

L’obiettivo è comprendere meglio bisogni, modalità comunicative e comportamenti, costruendo strategie educative realistiche, sostenibili e coerenti tra i diversi contesti.

Famiglia e professionista

Un percorso costruito insieme, senza giudizio

Il Parent Training non serve a valutare il modo in cui una famiglia svolge il proprio ruolo. Serve a osservare insieme ciò che accade, comprendere quali situazioni risultano più difficili e individuare modalità educative maggiormente efficaci.

Le strategie vengono adattate ai tempi, alle risorse, agli spazi e alle necessità reali della famiglia, evitando indicazioni difficili da mantenere nella vita di tutti i giorni.

01 Ascolto

Comprendere le difficoltà vissute dalla famiglia.

02 Condivisione

Definire insieme priorità e obiettivi concreti.

03 Sostenibilità

Scegliere strategie realmente applicabili.

Strategie nelle routine

Il lavoro parte dalle situazioni realmente vissute

Seleziona una routine per visualizzare difficoltà frequenti, obiettivi e possibili strategie educative.

Routine 01

Prepararsi e iniziare la giornata

Il risveglio, la cura personale, la vestizione e l’uscita da casa possono diventare momenti complessi quando le richieste sono numerose o poco prevedibili.

Difficoltà possibili
  • Rifiuto di iniziare la routine
  • Dipendenza continua dall’adulto
  • Lentezza o dispersione tra i passaggi
  • Crisi quando è il momento di uscire
Strategie possibili
  • Sequenza visiva dei passaggi
  • Consegne brevi e una alla volta
  • Scelta limitata tra due alternative
  • Rinforzo al completamento della routine

Obiettivo: aumentare prevedibilità, collaborazione e autonomia, riducendo il numero di richiami necessari.

Come si svolge

Dal problema quotidiano a una strategia condivisa

Il percorso viene costruito gradualmente, verificando insieme ciò che funziona e ciò che deve essere modificato.

01

Raccolta delle informazioni

Si descrivono le situazioni più difficili, quando avvengono e come reagiscono le persone coinvolte.

02

Osservazione della routine

Si individuano antecedenti, richieste, conseguenze e possibili ostacoli alla collaborazione.

03

Scelta della strategia

Si definiscono pochi cambiamenti concreti da applicare in modo coerente e comprensibile.

04

Verifica e adattamento

Si valuta il risultato, si raccolgono osservazioni e si modifica la strategia quando necessario.

Obiettivi trasversali

Cosa può favorire il Parent Training

01

Maggiore comprensione

Leggere i comportamenti considerando antecedenti, bisogni e funzione comunicativa.

02

Maggiore coerenza

Utilizzare risposte condivise tra adulti e nei diversi momenti della giornata.

03

Maggiore autonomia

Ridurre gradualmente gli aiuti e sostenere la partecipazione attiva nelle routine.

04

Minore conflittualità

Prevenire escalation attraverso anticipazione, chiarezza e richieste adeguate.

Un principio fondamentale

Le strategie devono rispettare la persona e la famiglia

Ogni indicazione viene adattata all’età, alle competenze, alla comunicazione e alla situazione familiare. Le difficoltà non vengono interpretate come colpe, ma come informazioni utili per costruire un intervento più efficace.

Primo colloquio

Vuoi affrontare una routine familiare particolarmente difficile?

Durante un primo confronto è possibile descrivere la situazione, individuare le priorità e comprendere quale percorso di supporto possa essere più utile.

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Intervento 05

Teacher Training strategie condivise per la scuola

Il Teacher Training è un percorso di consulenza e collaborazione rivolto a insegnanti, educatori e figure scolastiche che accompagnano bambini e ragazzi con bisogni educativi complessi.

L’obiettivo è rendere ambienti, consegne, attività e routine maggiormente comprensibili, accessibili e coerenti con le competenze reali dell’alunno.

Scuola e inclusione

Non adattare soltanto il compito, ma l’intera esperienza

Una difficoltà scolastica può dipendere dalla complessità della consegna, dalla durata dell’attività, dall’ambiente, dai tempi di attesa o dal livello di aiuto richiesto.

Il lavoro consiste nell’individuare gli ostacoli alla partecipazione e costruire modalità più chiare per sostenere apprendimento, comunicazione, autonomia e regolazione.

01
Concretezza

Indicazioni applicabili durante la giornata scolastica.

02
Coerenza

Strategie condivise tra le figure educative.

03
Inclusione

Partecipazione reale alle attività della classe.

Aree di consulenza

Strategie per i principali momenti della giornata scolastica

Seleziona un’area per visualizzare le difficoltà osservabili, gli obiettivi e alcuni possibili adattamenti.

Area 01

Rendere le consegne più comprensibili

Una consegna troppo lunga, astratta o presentata mentre l’alunno è impegnato in altro può ostacolare l’avvio dell’attività e aumentare la necessità di richiami.

Difficoltà osservabili
  • Non orientarsi verso l’insegnante
  • Iniziare un’attività diversa
  • Attendere continuamente l’aiuto adulto
  • Abbandonare il compito prima di iniziare
Possibili adattamenti
  • Consegne brevi e concrete
  • Una richiesta alla volta
  • Supporti visivi o modellamento
  • Verifica della comprensione prima dell’avvio

Risultato atteso: aumentare la comprensione, ridurre i richiami e favorire un avvio più autonomo.

Osservazione scolastica

Comprendere ciò che accade nel contesto reale

L’osservazione permette di analizzare non soltanto il comportamento dell’alunno, ma anche richieste, tempi, spazi, materiali e risposte delle figure presenti.

01

Antecedenti

Cosa accade prima della difficoltà e quali richieste sono presenti.

02

Comportamento

Quale risposta viene emessa, con quale intensità e durata.

03

Conseguenze

Come reagiscono gli adulti e cosa cambia dopo il comportamento.

04

Partecipazione

Quando l’alunno partecipa meglio e quali condizioni lo favoriscono.

Percorso di collaborazione

Dall’osservazione alle strategie condivise

Le indicazioni vengono costruite insieme alle figure scolastiche, considerando risorse, organizzazione e possibilità concrete di applicazione.

01

Raccolta delle informazioni

Confronto con insegnanti, educatori e famiglia sulle principali difficoltà e sulle competenze già presenti.

02

Osservazione nel contesto

Analisi di attività, richieste, interazioni, transizioni e momenti di maggiore criticità.

03

Definizione delle strategie

Scelta di adattamenti, supporti e modalità condivise per sostenere partecipazione e autonomia.

04

Verifica e aggiornamento

Monitoraggio degli effetti e modifica delle strategie sulla base delle osservazioni raccolte.

Inclusione concreta

Partecipare non significa soltanto essere presenti in aula

L’inclusione richiede opportunità reali di comprendere, comunicare, scegliere, collaborare e sperimentare il successo nelle attività scolastiche.

  • Obiettivi coerenti con le competenze
  • Supporti visivi e ambientali
  • Riduzione graduale degli aiuti
  • Collaborazione scuola-famiglia
Consulenza scolastica

Vuoi richiedere un confronto su una situazione scolastica?

È possibile descrivere le difficoltà osservate e valutare un percorso di consulenza, osservazione o formazione rivolto alle figure educative coinvolte.

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Intervento 06

Gestione dei comportamenti problema prevenzione, comprensione e sicurezza

Aggressività, autolesionismo, fuga, distruzione di oggetti e forte opposizione non vengono affrontati come comportamenti isolati, ma osservando ciò che accade prima, durante e dopo ogni episodio.

L’obiettivo è comprendere la funzione del comportamento, ridurre le condizioni che lo favoriscono e insegnare modalità comunicative e comportamentali più sicure e funzionali.

Oltre il comportamento visibile

Ogni comportamento comunica qualcosa

Un comportamento problema può servire a interrompere una richiesta, ottenere attenzione, accedere a un oggetto, evitare una situazione, comunicare dolore o rispondere a una condizione di forte disregolazione.

Comprendere questa funzione permette di intervenire sulle cause e non soltanto sulla manifestazione esterna del comportamento.

01 Comprendere

Individuare condizioni, bisogni e funzione del comportamento.

02 Prevenire

Modificare richieste, ambiente, tempi e modalità comunicative.

03 Insegnare

Costruire risposte alternative realmente utilizzabili.

Priorità del percorso

Sicurezza, dignità e prevenzione

La gestione non deve basarsi esclusivamente sulla reazione all’episodio. Il lavoro principale avviene prima della crisi, attraverso organizzazione, comunicazione e insegnamento.

01

Ridurre il rischio

Individuare situazioni, materiali, richieste o ambienti che possono aumentare la probabilità di un episodio.

02

Intervenire precocemente

Riconoscere i primi segnali di aumento dell’attivazione e modificare la situazione prima dell’escalation.

03

Offrire comunicazione

Insegnare a chiedere una pausa, aiuto, attenzione, un oggetto o la conclusione di una richiesta.

04

Monitorare i risultati

Verificare frequenza, intensità, durata e condizioni in cui il comportamento aumenta o diminuisce.

Analisi funzionale

Comprendere la sequenza completa dell’episodio

Seleziona una fase per visualizzare cosa viene osservato e quali informazioni risultano utili nella progettazione.

Fase A

Cosa accade prima del comportamento

Gli antecedenti sono eventi, richieste, cambiamenti o condizioni che precedono l’episodio e possono aumentarne la probabilità.

Elementi da osservare
  • Richieste difficili o poco chiare
  • Interruzione di un’attività preferita
  • Tempi di attesa o momenti non strutturati
  • Rumore, affollamento o sovraccarico
  • Dolore, stanchezza o malessere
Possibili interventi
  • Anticipare ciò che sta per accadere
  • Ridurre o suddividere la richiesta
  • Inserire pause programmate
  • Modificare ambiente e materiali
  • Offrire scelte limitate e comprensibili

Domanda guida: quali condizioni rendono il comportamento più probabile?

Situazioni affrontabili

Il percorso può riguardare comportamenti differenti

Ogni situazione richiede una valutazione specifica. La stessa manifestazione può avere funzioni differenti in persone e contesti diversi.

01

Aggressività

Colpire, spingere, mordere, graffiare o lanciare oggetti verso altre persone.

02

Autolesionismo

Colpirsi, mordersi o mettere in atto azioni che possono provocare un danno fisico.

03

Fuga e allontanamento

Abbandonare rapidamente l’attività o un ambiente senza considerare i possibili rischi.

04

Distruzione di materiali

Rompere, rovesciare o lanciare oggetti durante situazioni di richiesta o frustrazione.

05

Opposizione intensa

Rifiuto persistente accompagnato da urla, cadute a terra o forte disregolazione.

06

Comportamenti ripetitivi interferenti

Azioni ripetitive che limitano partecipazione, apprendimento o svolgimento delle routine.

Piano individualizzato

Dalla valutazione alla verifica dei risultati

Il piano deve essere comprensibile alle persone coinvolte, applicabile nei contesti reali e aggiornato sulla base delle osservazioni raccolte.

01

Raccolta delle informazioni

Colloqui, osservazioni, schede ABC e descrizione degli episodi più significativi.

02

Ipotesi funzionale

Individuazione delle condizioni che favoriscono e mantengono il comportamento.

03

Strategie preventive

Adattamento di ambiente, richieste, tempi, comunicazione e accesso alle pause.

04

Abilità alternative

Insegnamento di comunicazione, attesa, autoregolazione e richiesta di aiuto.

05

Risposte condivise

Definizione di modalità coerenti per famiglia, scuola e figure educative.

06

Monitoraggio

Verifica periodica di frequenza, intensità, durata e nuove competenze.

Monitoraggio

Non si osserva soltanto la riduzione del comportamento

Un percorso efficace deve mostrare anche un aumento della comunicazione, della partecipazione e delle competenze alternative.

01 Frequenza

Quante volte si verifica il comportamento.

02 Durata

Quanto tempo permane l’episodio.

03 Intensità

Qual è il livello di rischio e interferenza.

04 Abilità alternative

Quanto vengono utilizzate le nuove risposte.

Situazioni ad alto rischio

La sicurezza richiede una rete professionale coordinata

In presenza di aggressività grave, autolesionismo, rischio di fuga o possibili cause mediche, il lavoro deve essere condiviso con famiglia, scuola, servizi sanitari e professionisti responsabili della presa in carico. Studio KineAba non svolge un servizio di emergenza.

Primo confronto

Vuoi descrivere un comportamento che sta creando difficoltà?

Un primo colloquio permette di raccogliere le informazioni principali, comprendere il livello di rischio e valutare il percorso di osservazione più appropriato.

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Come iniziare

Ogni percorso inizia da un primo confronto

Non è necessario sapere già quale intervento richiedere. Il primo contatto serve a descrivere la situazione, comprendere le necessità principali e individuare il passaggio successivo più appropriato.

01

Primo contatto

La famiglia, la scuola o il professionista descrivono brevemente la situazione e la richiesta principale.

02

Colloquio conoscitivo

Vengono raccolte informazioni su competenze, difficoltà, routine, contesti e obiettivi prioritari.

03

Osservazione

Quando indicato, vengono osservate le abilità della persona e le condizioni presenti nei contesti quotidiani.

04

Proposta individualizzata

Si definiscono area di intervento, obiettivi iniziali, modalità organizzative e possibili collaborazioni.

Orientamento iniziale

Non sai quale intervento scegliere?

È normale che le difficoltà coinvolgano contemporaneamente movimento, comportamento, comunicazione, autonomia e regolazione. Il primo colloquio serve anche a comprendere quale area approfondire e se sia utile integrare più modalità di lavoro.

Richiedi un orientamento
Domande frequenti

Informazioni utili prima di iniziare

Apri una domanda per visualizzare la risposta.

01 A chi sono rivolti gli interventi?

I percorsi possono essere rivolti a bambini e ragazzi con difficoltà motorie, comunicative, comportamentali, attentive, relazionali o di autonomia. La pertinenza dell’intervento viene valutata attraverso un primo colloquio.

02 È necessaria una diagnosi?

Una diagnosi non è necessaria per richiedere un primo confronto o descrivere una difficoltà. In base alla situazione può essere indicato il coordinamento con pediatra, neuropsichiatra, psicologo o altri professionisti sanitari.

03 Dove possono svolgersi gli interventi?

In base agli obiettivi, il lavoro può svolgersi in studio, a domicilio, a scuola o in altri contesti quotidiani. Luogo e modalità vengono concordati dopo aver valutato la richiesta e la possibilità organizzativa.

04 Quanto dura un percorso?

Non esiste una durata uguale per tutti. Frequenza, durata delle sedute e periodo complessivo dipendono dagli obiettivi, dalle competenze presenti, dalla risposta all’intervento e dalle possibilità della famiglia.

05 Famiglia e scuola vengono coinvolte?

Quando utile e autorizzato dalla famiglia, il percorso può prevedere confronto con genitori, insegnanti, educatori e professionisti coinvolti, favorendo maggiore coerenza tra le strategie utilizzate.

06 È possibile integrare più interventi?

Sì. Gli obiettivi possono coinvolgere contemporaneamente comportamento, movimento, apprendimento, autonomie e contesti educativi. L’integrazione viene definita evitando sovrapposizioni e mantenendo priorità chiare.

07 Come vengono verificati i progressi?

Attraverso osservazioni periodiche, registrazione delle abilità, confronto con la famiglia e verifica dell’utilizzo delle competenze nei differenti contesti della vita quotidiana.

Contatti diretti

Parliamo della situazione e dei prossimi passi

Puoi contattare Studio KineAba tramite WhatsApp, telefono o e-mail. Nel messaggio iniziale è sufficiente indicare l’età della persona e il motivo principale della richiesta.

Studio KineAba

Costruiamo un percorso concreto, graduale e condiviso

Il primo passo è comprendere la situazione reale, individuare le priorità e definire obiettivi utili nella vita quotidiana.